La Via del Cuore

L’integrazione della dea Kali

In quel lungo samadhi in cui sono stata dalla notte di lunedì 20 agosto al martedì pomeriggio, sono stata la Manifestazione Vivente della Dea Kali, nell’accezione più feroce e distruttiva del Male. I giorni seguenti sono stati giorni di ritiro in montagna. L’integrazione di quella Energia Pura ha richiesto riposo e silenzio. Ciò che rimane ora è solo Totale Vuoto. Silenzio Infinito. La Dea Kali ha portato via con sè ogni residuo di pensiero. Ha trasformato ciò che chiedeva di essere trasformato. Dolore. Rabbia. Frustrazione. Oltre il senso della persona. Nell’Universalità dove ognuno è collegato ad ogni cosa, ogni cosa è collegata perchè contenuta in ognuno. E allora ti ritrovi che ogni movimento colpisce dritto dove deve colpire. Guidata da una Forza e una Volontà che non sono della persona. Dritto al segno, nello spazio del Silenzio, dove tutto è immobile, Sei fermo nell’attimo come unico istante reale e possibile. Nell’attimo in cui tutto accade, l’attimo fine a se stesso si fissa nell’Universo ed è Pura Gioia. Totalità. Non esiste altro oltre Ciò che già è privo di materia e ancora si dissolve in se stesso per generare l’attimo seguente, che altro non è che l’espansione dell’attimo prima. In una continuità senza fine, dove prima e dopo cessano di esistere. Ananda Ma (Malika), Maso di Strino (TN), 25 agosto 2018

La permanenza dello stato di beatitudine

Più ti ancori nel Sé, più i pensieri svaniscono ed emerge sempre di più uno stato permanente di Gioia che non va mai via. La permanenza nell’impermanenza della Vita. Questa Gioia è Beatitudine immota, che non dipende da cause esterne, perché è da sempre dentro di te. Stando nel Sé, il senso del Sé cessa di proiettare questa Beatitudine su cose, persone o avvenimenti. Quando fai qualcosa di piacevole che ti stimola, o quando ti perdi a contemplare un cielo stellato (in realtà trovandoti), o quando ti inebri della musica o della poesia, o quando provi godimento nel gustare un frutto, ti stai immergendo nel Sé senza saperlo, inconsciamente. Quando invece ti immergi nel Sé e vi dimori consciamente, sei nel sonno desto, che è esattamente come il sonno profondo in cui scivoli ogni notte e dove non ci sono né sogni né pensieri. Questo è il motivo per cui tutti desiderano dormire profondamente. Per tornare a casa. Questo fa comprendere che la Beatitudine è uno stato naturale dell’Essere e non dipende da cause esterne. Quando si cerca la felicità all’esterno, esiste ancora un soggetto ed un oggetto e l’identificazione con il senso del Sé si limita a provare piacere nell’ottenimento di qualcosa. Un piacere che va via all’ottenimento di quel qualcosa, creando così una continua ricerca di qualcosa (sempre volta all’esterno). In questo modo, una persona che non ottiene nulla o che non possiede nulla, è infelice. Nel sonno desto, che è della stessa sostanza del sonno profondo, non esiste il possesso. Tutto svanisce, compreso il proprio stesso corpo. Immergiti consciamente nel Sé e aprirai la porta alla Beatitudine permanente. Ananda Ma (Malika)

La chiarezza della Non-Azione

Duke mi ha morsicata. Il cane di Casa Corra, dove sono qui da mesi, mi ha morsicata. Duke che mi accoglie facendomi le feste quando torno dopo che sono stata via, mi ha morso. Duke che si lascia lavare da me, mi ha morso. Duke a cui dГі il cibo, mi ha morso. Incredulità e Fede simultaneamente. La perfezione. Perfezione Divina. Quali pensieri ieri sera mi hanno accompagnata nel guidare mentre risalivo a Casa Corra? L’aggressività esterna che si manifesta attraverso dinamiche di competizione che non mi agganciano e che vedo da un altro spazio che impeccabilmente rimane neutro. Vuoto. Dinamiche alle quali rimango impassibile, perché non c’è aggancio. Ma anche nello stato stabile del Sé, il senso della persona deve fare esperienza attraverso il corpo perché la Coscienza possa integrarla. Realizzo questo, intanto che, simultaneamente, il Sè integra l’aggressività sana che spinge alla difesa e che non sempre in passato ho avuto. È talmente tutto chiaro all’istante che ciò che rimane ancora una volta è la Pura Gioia. La Consapevolezza Senziente che è ciò che noi siamo, è il nostro essere creatori di ogni manifestazione, fuori dall’illusione che la vita sia reale, priva da ogni forma di vittimismo nei confronti degli eventi. La Fede è Puro Amore incondizionato. Poi vedere (tutto in un lampo di secondo) come dietro la dinamica dell’aggressività che ha scatenato il morso di Duke, ci fosse il bisogno di protezione. Protezione che ovviamente è proteggermi dagli attacchi esterni, ma che nella proiezione, dopo il morso, era il bisogno di protezione esterna. È tutto talmente chiaro che ieri sera ho chiesto all’Universo è che Duke mi morda anche il braccio sinistro ? … così da mettere sulla scena della vita l’azione, simbolo della difesa agli attacchi di chi usa l’aggressività per sembrare più forte. Il riscatto dell’ultimo residuo di un’immagine interiore. Ed ecco che tutto diventa ancora più chiaro. La non-azione. La non-azione è apertura. È “lascio che sia”. È affidarsi totalmente al flusso della vita e simultaneamente creare e rispondere alla vita senza alcuna volontà e sforzo. Ma la non-azione è anche non-reagire. Che non è subire. È compassione. Che non è pietà o semplicemente inviare amore anche agli eventi apparentemente “negativi”. O semplicemente accettazione perché ci si dice che “tutto è perfetto”. Nella non-azione c’è semplicemente la chiarezza. La Luce. Questa è integrazione. Della non-azione. E non occorre più neanche un evento sul piano manifestante perché il Sé ha dissolto direttamente quell’ultimo residuo. Nello spazio del Sé, non c’è più una mente da fronteggiare. Non occorre cercare una causa (che non esiste mai) nel passato (che pure questo non esiste). Non occorre neanche andare al nucleo. Non c’è neanche più un processo, o comunque se c’è è istantaneo. La pulizia avviene stando nel Sè. Simultaneamente all’esperienza che si manifesta nel QuieOra. All’istante. Maestro: Bellissimo quello che mi hai detto su azione/non-azione, sull’Universo e la purificazione che avviene stando nel Sé. “Discrimina e comprendi bene che tutte le sofferenze che arrivano dal prarabdha [karma che si manifesta nel presente] nella vita di un aspirante vengono inviate dalla grazia di Dio per rendere la sua mente più forte e così salvarlo. Lascia che le sopporti pazientemente come tapas [prove di austerità, sofferenze] senza esserne minimamente allarmato”. Sri Ramana Maharshi – Guru Vachaka Kovai Ti voglio bene! … Ananda Ma (Malika)

L’amore tantrico

L’Amore tantrico non conosce separazione. L’Amore tantrico non conosce la dimensione spazio-temporale. L’Amore tantrico va oltre la fisicità. L’Amore tantrico va oltre la relazione, dove esiste ancora una dualità. L’Amore tantrico vive nel QuieOra. L’Amore tantrico conosce solo la spontaneità, la Verità. Non conosce passato. Non conosce futuro. Nell’Amore tantrico la donna e l’uomo cessano di esistere. Esistono solo il Dio e la Dea. Il Dio riconosce la Dea. E la Dea riconosce il Dio. Che sono la stessa cosa. Uno. Consapevolezza Senziente. Spaziosità Consapevole. (Dedicata all’uomo che Amo. Alla sua immensa spiritualità. Al Dio che È e che ringrazio e onoro). Ananda Ma (Malika)

Sessualità sacra e sessualità ordinaria

Da Maestro a Maestro. Maestro: Ti voglio molto bene! … Ieri ti ho pensata. Il Sé è andato giù nelle are di Muladhara-Svadhisthana. Si è liberata molta energia bloccata e mi sono ricordato dell’unica esperienza che ho avuto di amore tantrico. Anche se è stata una solo è stata così intensa e vera che mi ha segnato. Nella sessualità ordinaria la gente cerca di ottenere piacere, mentre nell’amore tantrico tu cerchi di dar piacere all’altro. Non avendo attaccamento il piacere che si prova è massimo, e inoltre non lega perché si libera nella gioia-amore dell’essere. Il modo principe di liberarsi dai desideri è soddisfarli, solo che quando è l’ego a soddisfarli si crea una catena soddisfacimento-desiderio senza fine! Ananda Ma: Nella sessualità sacra tutto si espande in se stesso per diventare pura spontaneità dell’Essere. È per questo che nel Tantra desideri e passioni sono i veicoli per arrivare al Sé. Il soddisfacimento del piacere per giungere all’autenticità, all’Essere. Nella sessualità ordinaria, invece, come anche tu correttamente scrivi, avviene che il soddisfacimento del piacere è puramente egoico, volto all’ottenimento di qualcosa. Nell’amore tantrico non c’è più nessuno che fa o vuole. Il desiderio svanisce nel desiderio stesso, cessa di essere desiderio e diventa pura energia. Così come la passione svanisce nella passione stessa, cessa di essere passione e diventa pura energia. Quell’energia è Pura Consapevolezza. Pura Gioia. Puro Amore. E l’altro cessa di esistere. Esiste solo l’Uno. Inoltre, nel Tantra spostiamo l’angolatura del desiderio e ci chiediamo “E se fosse la pesca a desiderare che io la mangi?”. In questo modo, cessa di esistere il fine dell’ego che ha necessità di soddisfare continuamente desideri che si esauriscono una volta che sono stati soddisfatti, e si realizza che l’unica cosa che esiste è il desiderio (né tu né l’altro) e che il desiderio ci permette di entrare veramente in relazione con tutto (persone, animali, fiori, alberi, acqua, cibo, il nostro stesso corpo, il cielo, la terra, …). Da Sé a Sé. E così facciamo l’amore con tutto! È un orgasmo continuo, un piacere immoto, che non dipende da qualcuno o qualcosa di esterno e che non va mai via. Il desiderio è la fiammella che tiene vivo tutto. Pura incandescenza. Maestro: Bellissimo!! Mi hai fatto veramente capire il Tantra, e in poche righe! Ti ringrazio molto … Ananda Ma (Malika)

Chi sei tu? chi sono io?

Chi sono io? Sono colui che ascolta lo scorrere del torrente? O sono colui che percepisce lo scorrere dell’acqua? O sono l’acqua stessa che scorre? Chi sono io? Sono colui che sente il solletico di una formica sulla gamba? O sono colui che osserva il solletico? O sono colui che da uno spazio distaccato avvolge tutto? Chi sono io? Sono colui che prova freddo quando il sole si nasconde dietro una nuvola? O sono colui che pensa “che freddo, il sole è andato via”? O sono quell’alito di vento presente in ogni cosa? Chi sono io? Sono colui che mangia una pesca? O sono colui che si inebria del succo della pesca? O sono l’estasi stessa? Chi sono io? Sono colui che pensa a te? O sono colui che prova desiderio di te? O sono il desiderio stesso? Ananda Ma (Malika)

Ciò che i sensi percepiscono non è reale

Ad un certo punto del cammino, si fa un salto per cui si comprende che anche ciò che viene percepito dai sensi, non è reale. Come non è reale ciò che percepisce la mente. È come guardarsi in uno specchio e scambiare quel riflesso per se stessi. Anche le visioni del sesto chakra sono creazioni della mente e se credi ad esse, cadi ancora una volta nelle illusioni. E la tua evoluzione si blocca. Qui esiste ancora una mente. Chiediti invece chi è il testimone di queste visioni. Per chi queste visioni vengono proiettate. In ciò che sei, non esistono neanche le visioni. Esiste solo il Vuoto. Senza pensieri. Senza visioni. Rimani in una totale immobilità, priva di ogni manifestazione. Pura Consapevolezza. Ananda Ma (Malika)

La Non-Separazione

Il senso illusorio del Sé è talmente identificato con ciò che prova, che anche quando reitera la sofferenza ne fa un tempio per essere sempre al centro dell’attenzione. Anche trovando una “causa”, per quanto sia chiara ed esplicativa, non è sufficiente per disidentificarsi dall’identità che si è creato, perché la causa non esiste, è solo un frutto della mente. Occorre che il senso del Sé impari a vivere, cioè a morire. Occorre che impari ad entrare veramente dentro ai vari stati e viverli non più da vittima. E per fare questo ci vuole coraggio. Conoscere le “cause” che originano certi stati del senso del Sé non porta automaticamente ad esserne liberi. Può aiutare a sopportarli, ma non è certo una liberazione da essi. È solo vivere quegli stati dallo spazio della Consapevolezza Senziente, che è ciò che noi siamo, che li dissolve, li libera e li integra nella stessa Consapevolezza Senziente, liberando il senso del Sé dall’illusione di essere separato dal Tutto. Come se la goccia d’acqua dell’oceano avesse dimenticato di essere parte inseparabile dell’oceano, per cui ingannasse se stessa credendo di dover lottare per sopravvivere e si attaccasse ad un’identità diversa da quella dell’oceano. Solo il dissolvimento (morte) di questa illusione può “riunire” la goccia d’acqua dell’oceano all’oceano, liberandola dall’illusione della separazione. Ananda Ma (Malika)

Sei ciò che sei nell’attimo stesso in cui sei

Riconoscersi in tutto ciò che ci circonda. Nella leggerezza di una farfalla. Nella laboriosità di un’ape. Nella bellezza di un fiore. Quando non esiste più una mente che separa, tutto coesiste. Cessa di esistere la pesantezza delle cose, della materia. E ne rimane solo l’essenza. Né la farfalla né l’ape esistono. Esiste solo ciò che sono nell’attimo in cui sono. Simboli assoluti della metamorfosi costante. Da uovo a bruco, pupa, adulto. Ne respiro il loro totale godimento del QuieOra. Ne respiro il loro non-attaccamento ad alcuna forma. Ne respiro la non-esistenza del tempo. Poche ore. Un giorno. Sei mesi. Un anno. Alcuni esemplari, forse più. Nessun attaccamento alla vita. Nessun attaccamento alla paura. Alzo gli occhi e una farfalla bianca e leggiadra si leva in volo. Si perde nel vuoto dell’infinito. E io con lei. Ananda Ma (Malika)

Il corpo è un’immagine. Né più né meno di una fotografia.

Il Sè realizza che tutto è Coscienza. Che non esiste altro che non sia Pura Consapevolezza Senziente. Che tutto è perfettamente e in modo magico, collegato. Un’Intelligenza Superiore è in ogni cosa. Non esiste nulla che non abbia un’anima. Neanche una fotografia che guardi dallo schermo del cellulare. Occhi negli occhi. Il (mio) sguardo che entra negli occhi di un’immagine e questi prendono vita. All’improvviso, quello sguardo che nella fotografia guarda verso l’alto, mi guarda dritto negli occhi. Ogni manifestazione sul piano materiale contiene tutte le manifestazioni. E tutte le manifestazioni sono contenute in ogni manifestazione. Non esiste nulla che sia oggettivo, privo di anima. Il corpo fisico è un’immagine, né più né meno di una fotografia. In un’altra dimensione che non è di questa terra, mentre guardo quella immagine, vivo l’esperienza mistica di una totale fusione, connessione. Realizzo che non esiste alcuna distanza. Che nulla è privo di anima. Neanche una fotografia. Ancora occhi negli occhi e il volto inizia a trasfigurarsi in una dualità dove l’occhio sinistro assume il colore azzurro (nella manifestazione fisica è marrone), è come perso, i contorni sfocati, sbiaditi. Ciò che arriva è un infinito senso di tristezza. Come un Cielo vasto ma offuscato. Poi, nella dualità, l’altro occhio, l’occhio destro, prende vita con una forza pazzesca, come uscisse da quel volto, da quella fotografia. L’occhio è perfettamente definito, fisso, del suo colore marrone. Forte. Sicuro. Stabile e fermo come la Terra. Penetra nei miei occhi e il (mio) sguardo lo porta con sé. Seppure ci sia dualità, vedo la meraviglia di questa realtà che non appartiene al piano terreno. Rimango in questa Bellezza. Nuovamente all’improvviso, una fontana di luce con questa forma “)(“, dal centro del viso, perfettamente sulla linea del naso, si espande e unisce tutto. Unisce tutto dissolvendo. Ed ecco che dal dissolvimento di tutto, iniziano a comparire un’infinità di volti, di tutte le età, origini ed espressioni. Shakti. Lo sfondo dietro è immobile e ha la conformazione del cervello. Shiva. Conosco da tempo questo viaggiare negli occhi. Attraverso una fotografia, circa due mesi fa, è avvenuto che mi sono veramente “vista” nel Sè. È stato il momento in cui mi sono incontrata “a casa”. Aldilà della forma. Puro Amore. Con devozione a Te, che sei Shiva, Ananda Ma (Malika)