La Via del Cuore

La Via del Cuore
La Via del Cuore

La chiarezza della Non-Azione

Duke mi ha morsicata.
Il cane di Casa Corra, dove sono qui da mesi, mi ha morsicata.
Duke che mi accoglie facendomi le feste quando torno dopo che sono stata via, mi ha morso.
Duke che si lascia lavare da me, mi ha morso.
Duke a cui dó il cibo, mi ha morso.
Incredulità e Fede simultaneamente.
La perfezione. Perfezione Divina.
Quali pensieri ieri sera mi hanno accompagnata nel guidare mentre risalivo a Casa Corra?
L’aggressività esterna che si manifesta attraverso dinamiche di competizione che non mi agganciano e che vedo da un altro spazio che impeccabilmente rimane neutro. Vuoto.
Dinamiche alle quali rimango impassibile, perché non c’è aggancio.
Ma anche nello stato stabile del Sé, il senso della persona deve fare esperienza attraverso il corpo perché la Coscienza possa integrarla.
Realizzo questo, intanto che, simultaneamente, il Sè integra l’aggressività sana che spinge alla difesa e che non sempre in passato ho avuto.
È talmente tutto chiaro all’istante che ciò che rimane ancora una volta è la Pura Gioia. La Consapevolezza Senziente che è ciò che noi siamo, è il nostro essere creatori di ogni
manifestazione, fuori dall’illusione che la vita sia reale, priva da ogni forma di vittimismo nei confronti degli eventi. La Fede è Puro Amore incondizionato.
Poi vedere (tutto in un lampo di secondo) come dietro la dinamica dell’aggressività che ha scatenato il morso di Duke, ci fosse il bisogno di protezione. Protezione che ovviamente è proteggermi dagli attacchi esterni, ma che nella proiezione, dopo il morso, era il bisogno di protezione esterna.
È tutto talmente chiaro che ieri sera ho chiesto all’Universo è che Duke mi morda anche il braccio sinistro ? … così da mettere sulla scena della vita l’azione, simbolo della difesa agli attacchi di chi
usa l’aggressività per sembrare più forte. Il riscatto dell’ultimo residuo di un’immagine interiore.
Ed ecco che tutto diventa ancora più chiaro.
La non-azione.
La non-azione è apertura. È “lascio che sia”. È affidarsi totalmente al flusso della vita e simultaneamente creare e rispondere alla vita senza alcuna volontà e sforzo.
Ma la non-azione è anche non-reagire. Che non è subire.
È compassione. Che non è pietà o semplicemente inviare amore anche agli eventi apparentemente “negativi”. O semplicemente accettazione perché ci si dice che “tutto è perfetto”.
Nella non-azione c’è semplicemente la chiarezza. La Luce.
Questa è integrazione. Della non-azione. E non occorre più neanche un evento sul piano manifestante perché il Sé ha dissolto direttamente quell’ultimo residuo.
Nello spazio del Sé, non c’è più una mente da fronteggiare.
Non occorre cercare una causa (che non esiste mai) nel passato (che pure questo non esiste).
Non occorre neanche andare al nucleo.
Non c’è neanche più un processo, o comunque se c’è è istantaneo.
La pulizia avviene stando nel Sè. Simultaneamente all’esperienza che si manifesta nel QuieOra.
All’istante.
Maestro: Bellissimo quello che mi hai detto su azione/non-azione, sull’Universo e la purificazione
che avviene stando nel Sé.
“Discrimina e comprendi bene che tutte le sofferenze che arrivano dal prarabdha [karma che si manifesta nel presente] nella vita di un aspirante vengono inviate dalla grazia di Dio per rendere la
sua mente più forte e così salvarlo. Lascia che le sopporti pazientemente come tapas [prove di austerità, sofferenze] senza esserne minimamente allarmato”.
Sri Ramana Maharshi – Guru Vachaka Kovai
Ti voglio bene!

Ananda Ma (Malika)