La Via del Cuore

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Il Risveglio della Kundalini

Nel corpo umano risiede una forza infinita e dinamica che giace allo stato latente dentro di noi, e che chiamiamo Kundalini. In sanscrito “kunda” significa “cavità o luogo profondo”, e “kundal” significa “spirale”.
Nel Tantra questa forza è conosciuta fin dall’alba della creazione del mondo e viene rappresentata come un serpente addormentato attorcigliato alla base della nostra colonna vertebrale.

Kundalini è la Shakti, l’energia primordiale nel suo potenziale latente e il RISVEGLIO DELLA KUNDALINI, la sua ascesa lungo la colonna vertebrale, verso la sommità del capo, rappresenta il RISVEGLIO dell’uomo/donna che si fa Uno con l’energia dell’Universo.

Nel Tantra utilizziamo un complesso e al contempo affascinante simbolismo dell’anatomia umana: la colonna vertebrale è vista come l’albero della vita con le radici nel mondo sotteraneo (principio Madre) e i rami tesi verso il cielo (principio Padre), dove alle radici dell’albero si trova appunto la dea serpente arrotolata (kundalini), simbolo del potere divino che si manifesta nella natura.

Il principio ermetico di identità tra ciò che è in alto e ciò che è in basso esprime bene la corrispondenza tra l’energia sessuale e il potere spirituale, il corpo e l’anima, la terra e il cielo.

Le pratiche tantriche risvegliano il serpente risalendo dalle radici dell’albero ai rami. Quando il serpente rimane alla base del nostro coccige, esso si manifesta come energia sessuale genitale; quando sale fino ad anâhata-chakra lo chiamiamo “energia kundalini”; quando raggiunge la cima diventa Spirito.

Esiste una correlazione profonda tra l’immagine del serpente e quella dell’albero, tra il flusso della kundalini, la trascendenza, l’estasi e la linfa ascendente e discendente dell’albero. Lo srotolarsi del serpente lungo la colonna vertebrale è la metafora di questo flusso di energia di cui il serpente è l’emblema.

All’interno della colonna vertebrale, DUE SONO I FLUSSI POSSIBILI. UNO ascendente verso il capo, verso sahasrâra-chakra (il centro che riceve le intuizioni direttamente dall’alto, dallo Spirito), e l’ALTRO discendente verso la base del tronco, verso mûlâdhâra-chakra (l’apertura sull’inconscio).

Anche nella simbologia greca e successivamente nell’alchimia abbiamo l’emblema del Caduceo di Asclepio, il serpente che si avvolge al bastone che il dio/uomo della medicina (Mercurio/Hermes/Asclepio) usava per guarire; in modo particolare qui abbiamo il simbolo del doppio serpente che sottintende la compenetrazione di due flussi alchemici, quello maschile e femminile dell’atto amoroso, con la fusione dell’energia Kundalini nei rituali di unione sacra.

Comprendiamo pertanto la profonda correlazione tra energia sessuale, serpente, albero e kundalini. Questo legame è esplicito ed evidente anche nel simbolismo biblico in cui il serpente non solo avvolge l’albero, che diviene proibito, ma induce l’uomo in tentazione e lo invita a raccoglierne i frutti.

La Kundalini è infatti IL FRUTTO che trasforma l’Individuo in Dio, che fa scoprire all’uomo di non aver bisogno di un Dio fuori ma che quel Dio è dentro di sé. Le pratiche tantriche permettono l’ascesa dell’energia verso lo Spirito, dal centro sessuale al di sopra del capo, determinando L’EVOLUZIONE DELL’UOMO e DELLA DONNA e LA SUA REALIZZAZIONE nei piani più alti dell’esistenza.

Se propriamente risvegliata e incanalata secondo gli insegnamenti della Via Tantrica, L’ENERGIA SESSUALE RIVELA E APRE TUTTI I POTERI DELL’ESSERE UMANO fino al più elevato potere spirituale. In questa forma, la sessualità glorifica e rende divino l’essere umano, il sesso diventa sacro e l’atto amoroso diventa una danza a due che amplifica il flusso e gli effetti della Kundalini, che in occidente viene chiamata Fuoco Sacro o Spirito Santo. La Kundalini Shakti risvegliata consente ai due partner (che a questo punto sono amanti divini) di sperimentare STATI DI COSCIENZA NON-DUALI, in cui il filo dei pensieri si interrompe e in cui si fondono in uno stato naturale estatico.

“L’esistenza è un orgasmo, un orgasmo eterno che continua all’infinito. E’ sempre e per sempre un orgasmo, un’estasi”. (Osho)

Ananda Ma (Malika)